Politica delle
"Città Vicine"
"Tutto quanto
per noi è Politica"
Roma, sede COBAS - Viale Manzoni, 55 zona S. Giovanni (Metro A fermata
Manzoni) domenica 16 novembre ore 9.30 - 17
Quest'estate ad
Adelfia (26 - 30 agosto 2003), donne e uomini di Catania, Foggia,
Spinea, Bologna, Milano, Catanzaro, Mirano, Chioggia, ci siamo incontrate
- i per discutere le pratiche politiche che mettiamo in forma nelle
nostre rispettive città, riflettere su quanto di concreto è
avvenuto tra noi in questi ultimi mesi e sulle attese con cui ciascuna
- o guarda a questo tessuto relazionale che chiamiamo "Città
Vicine". In merito a questo ultimo passaggio, sono emersi aspetti
e sfumature differenti nel modo di intendere e praticare le "
Città Vicine": dalla voglia, ad es., di Antonietta Lelario
di ripercorrere la storia di questi tre anni di vita insieme per evidenziare
in maniera più incisiva le parole e le tappe più significative
del nostro cammino, al sentire, come ha detto Adriana Sbrogiò,
che le Città Vicine prendono corpo ogni volta che ci incontriamo
e proponiamo in contesto le reciproche storie e le pratiche, dando
vita all'attenzione, allo scambio e all'arricchimento dell'uno grazie
all'esperienza dell'altra.
Ancora, io e Mirella Clausi abbiamo detto che per noi le Città
Vicine acquistano spessore simbolico quando tra donne o tra donne
e uomini di città diverse si intensificano le relazioni e quando
si realizzano insieme iniziative nella città dell'una o dell'altro
come ad es. quella in corso da un anno su Via Dogana messa
in moto da me, Donatella Franchi e Katia Ricci, di proporre alla rivista
scritti e immagini sul senso dell'opera e della vita di alcune artiste.
Durante i pomeriggi di riflessione ad Adelfia, abbiamo approfondito
interponendole senza un prima ed un dopo, due questioni politiche
che a ben rifletterci si coniugano tra loro, avendo a mio avviso un
nesso comune: quello della creazione di civiltà e libertà
nel mondo ad opera di entrambi i sessi femminile e maschile. (Tutto
questo che già accade si evolverà maggiormente se donne
e uomini sapranno dialogare e amarsi di più).
La prima questione posta al centro è stata sollecitata dal
desiderio di creare e mettere in essere nuove forme di esistenza libera
per abitare meglio se stesse - i, le relazioni, le case, le città,
il mondo. E' stata ripresa la riflessione sul "Pubblico"
che segniamo e mutiamo con l'originalità delle nostre vite
e la forza delle nostre relazioni. Queste analisi che ci hanno lasciato
nell'anima il desiderio di discutere ancora, hanno dato vita ad un'opera
di forte impatto simbolico che sicuramente ha parlato meglio delle
nostre parole e che ha preso via via forma grazie alla creatività
e alle sollecitazioni di Donatella Franchi che ci ha guidate - i alla
realizzazione di un velo - membrana che è divenuto tramite
e passaggio per trasmigrare i nostri pensieri, disegni e piccole cose
raccolte in quei giorni, fissate su di esso, dalla stanza dell'elaborazione
al cortile esterno e al mare
Dice Donatella Franchi nella sua
riflessione su Adelfia '03 apparsa di recente sul sito della Libreria
delle Donne di Milano: "Per la prima volta mi è accaduto
di riuscire ad inserire una pratica creativa artistica in compresenza
con la riflessione di parole, senza separazione tra un momento e l'altro."
L'altra questione che ci ha vieppiù appassionate - i, e che
di fatto comprende la prima e ne è compresa, è stata
quella di portare la discussione sulla pratica di relazione di differenza
(analisi e pratiche in merito sono state approfondite dalle Città
Vicine anche negli incontri del novembre '02 a Roma e nell'aprile
'03 a Milano).
Portare la discussione sulla relazione di differenza ci ha emozionate
- i ed ha sortito esiti positivi un po' per tutte - i, ad es. due
uomini della Città Felice di Catania, Franco Vertillo e Riccardo
Raneri, grazie anche alla generosa vitalità di Adriana Sbrogiò,
alle sue analisi ed al suo lavoro in contesto, hanno trovato ad Adelfia
lo spazio giusto per dire elementi della loro differenza maschile
e fare domande su quella femminile.
Abbiamo cercato così di dipanare una matassa che a tratti ci
è apparsa ingarbugliata e dolorosa.
A tutt'oggi a Catania stiamo ancora tenendo con cura quei pezzetti
di filo che abbiamo liberato ad Adelfia, bene attente - i che non
ci sfuggano di mano.
Nell'incontro di Roma potremmo cercare di liberare altri tratti di
quella matassa mettendoci in gioco ed esplorando la verità
delle nostre vite e dei nostri percorsi di donne e di uomini. Alla
luce delle trascorse e recenti elaborazioni e facendone tesoro, giorno
16 novembre 2003, tra Città Vicine potremmo approfondire la
riflessione sul senso dell'abitare e sul desiderio d'esistenza libera
guardandoli dal punto di vista e con il taglio della relazione politica
di differenza tra donne e uomini. Potremmo discutere delle ultime
esperienze concrete vissute nelle reciproche realtà e tra noi
Città Vicine confrontarle e valutarne gli inciampi, gli errori,
i successi; continueremo in questo senso a contribuire, se questo
è ciò che sentiamo veramente, ad un passaggio interiore
importante per ciascuna - o di noi e ad un passaggio epocale che individua
al presente nella scommessa e nel farsi di una politica di donne e
di uomini, lo sbocco necessario per dare spazio a "tutto quanto
per noi è Politica".
Un carissimo saluto
e a presto Anna Di Salvo
Catania 25/10/2003