Donne e conoscenza storica
       

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Lettere di commento

Isa Mantelli

Marisa Fagà

LA CITTA' COME AMBIENTE DOMESTICO
DA GOVERNARE CON SAGGEZZA

di Franca Fortunato


Nei giorni passati, ho partecipato a Verona a un convegno nazionale, organizzato dalla rete delle "Città Vicine",da varie università e dalla Mag, sul tema "La vita alla radice dell'economia" e ci si interrogava come la politica delle donne possa cambiare l'economia egemone, quella che ha fatto del denaro il fulcro intorno a cui si muove tutto il mondo.
Ina Praetorius, teologa svizzera, ci invitava a pensare il mondo , la città, come ambiente domestico da governare con la saggezza e la sensatezza con cui le donne governano la casa, in un rapporto di relazioni con il mondo. Allora ho pensato a Catanzaro, la città in cui vivo, e mi sono chiesta secondo quale logica economica è stata governata negli anni e se oggi qualcosa stia cambiando. Non c'è dubbio che la logica del profitto ha avuto la meglio sull'interesse della collettività, la ricerca del denaro ha prevalso sulla ricerca di senso.

Il Dio denaro è diventato il fine e il cemento della politica (vedi la trasmissione "Pane e politica"). Denaro percepito con stipendi smisurati, denaro pubblico sperperato in base a logiche di ricerca del consenso e di conservazione del potere, a volte gestito dalla e con la 'ndrangheta. Tutto questo ha prodotto una classe dirigente autoreferenziale, che lavora e usa il denaro pubblico per autoconservarsi e autoriprodursi. Una classe dirigente, che come tale, non ha alcuna autorevolezza per imporre e fare accettare tagli e sacrifici in una regione dove la politica è diventata un business e i politici e le politiche una "casta" di privilegiati e privilegiate. E' intorno al denaro che gira tutta l'economia ( politica e sociale) e le stesse città sono governate secondo logiche economiche di profitto e di mercato , con interventi che hanno determinato non solo spreco di denaro pubblico, speculazioni edilizie, sventramenti, scempi del territorio, ma anche frantumazione di memoria, storia, cultura.

A Catanzaro, in base a questa logica, si è permesso di costruire ovunque, sui marciapiedi come sui fiumi, si è pensato ad una città di consumatori piuttosto che di donne e uomini portatrici e portatori di bisogni di senso. Da qui l'elevato numero di Centri commerciali , in mano a poche famiglie, per cui , pur essendocene tanti, i prezzi praticati sono i più elevati della regione- come tempo fa ha denunciato il Codacons. Oggi la nuova amministrazione continua sulla strada del vecchio. Si continuano ad approvare lottizzazioni, a permettere la costruzione di nuovi Centri commerciali, infierendo sul territorio e sventrando la montagna - come è previsto sulla strada per Germaneto -. Qualche mese fa avevo chiesto pubblicamente al sindaco di fermare la cementificazione ,di cancellare le lottizzazioni e aprire una nuova fase di cura della città. Ma la logica del più forte continua a prevalere sulla pratica dell'ascolto ,così non solo le due lottizzazioni approvate non sono state ritirate, ma ci si appresta ad approvarne altre 18, nell'assoluta ignoranza della cittadinanza. La stessa cosa sta avvenendo anche per quel patrimonio storico, culturale, archeologico e civile che è Villa Pangea. Oggi la si vuole sventrare per fare largo a un max parcheggio sotterraneo. La Villa, come tutti i beni della città - è bene ricordarlo- appartiene alla cittadinanza e non ai suoi "rappresentanti". Questa, nei mesi passati, ha detto chiaramente che il parcheggio va spostato altrove( dentro l'adiacente caserma Pepe) e che la Villa va riqualificata, per farne un salotto cittadino.


Il denaro avrà la meglio , ancora una volta, su ciò che non è monetizzabile?
Nei giorni scorsi il Consiglio comunale ha approvato il bilancio. Con altre donne condivido l'interesse di capire come il denaro pubblico sarà speso da chi amministra la casa "Comune". Ci interessa il come e dove sarà impegnato il tesoretto (13 milioni di euro). Intanto diciamo: non sperperatelo , spostate denaro dove c'è maggiore necessità, nei quartieri che soffrono per mancanza di servizi, di strade , illuminazioni, verde attrezzato, parchi e quanto altro. Utilizzatelo per migliorare la qualità del vivere civile, per rendere la città più vivibile. E' nell'economia materna, era in mia madre che ne aveva poco, spendere il denaro con oculatezza. Datelo, secondo la sua giustizia, non a tutti , né in eguale misura, ma a chi ne ha più bisogno ed è più meritevole , come il Centro di Solidarietà calabrese che rischia di chiudere per mancanza di soldi.

Pubblicato in Quotidiano della Calabria il 25,5,2007