INCONTRO A MILANO DI "LE CITTA' VICINE"
22/23 - 1 - 2005
di
Franca Fortunato - Catanzaro
L'incontro
delle donne e degli uomini de "Le Città Vicine" del 22 gennaio
scorso, presso la Libreria delle donne di Milano, ha posto al centro della discussione
la scommessa di pensare, ridisegnare e fare la "Città" nelle
sue diverse componenti, alla luce dell'esperienza maturata dalla pratica politica
delle relazioni e scambio con altre città. L'incontro, nato dalla volontà
delle donne de "Le Città Vicine" , che si sono trovate alla vacanza
politica di Adelfia 2004, è stato pensato quale luogo per creare un incrocio
reale di percorsi collettivi , studi ed esperienze personali, che possano condurre
verso la riappropriazione ideale e materiale dei territori, e al contempo per
una riflessione sulla natura delle case che abitiamo, delle città dove
viviamo e degli spazi politici che creiamo.
< In questi anni di lavoro
politico - come hanno ricordato Anna e Vivien, introducendo l'incontro - abbiamo
messo a fuoco che esistono modi di sentire e proporre la città che vanno
oltre i soliti parametri che ne definiscono le graduatorie ed i primati, tanto
decantati dalle statistiche di ogni inizio d'anno (sviluppo, occupazione, traffico,
inquinamento ecc.), e si distanziano dagli standard che pretendono di uniformare
una città all'altra a causa delle norme comuni per tutte, per es. quella
della vivibilità, sulla viabilità o sull'uso degli apparecchi tecnologici.
Vi sono sguardi attenti di donne e di uomini che scrutano i flussi dei nuovi migranti,
le influenze, le cause, gli effetti e le ricadute di una città su un'altra
e di un quartiere su un altro. Vi sono sguardi che osservano i mutamenti urbani
e culturali che richiedono modifiche, interventi e soluzioni creative adeguate
alle forme e all'uso dei luoghi e degli spazi, contemporaneamente ad una ridefinizione
ed a una rilettura del senso dell'abitare e del convivere in termine di benessere,
accoglienza e amore >.
< E' pensabile - si è chiesta Anna
- che case, edifici, piazze, giardini e quartieri incarnino in sé la proiezione
della città moderna, vissuta e rivisitata come luogo di memoria, valori
e storie di chi l'ha abitata, in grado di coniugare e rilanciare queste risorse
nell'attualità del presente? Ed è pensabile una città che
sappia evolversi al di là dell'accanimento tecnologico che la vuole senz'anima,
super difesa, diffidente e competitiva con le altre città? >.
Interrogativi
a cui alcune risposte l'ha dato Leonardo, urbanista del Comune di Milano, che
ha delineato un'architettura e un'urbanistica sociale al presente che, oltre agli
spazi fisici e alle strutture visive, studiano, curano e praticano rapporti e
relazioni con i luoghi e i loro abitanti, avvalendosi di strumenti che consentono
di entrare nelle pieghe della vita e della vocazione della città, nel tentativo
di scongiurare il rischio di proporre in maniera confezionata o predefinita progetti
che cadano dall'alto . L'ipotesi da lui avanzata è < di guardare ciò
che, oltre allo spazio delle nostre case, è quotidianamente in rapporto
con noi e ci appartiene nella sfera della collettività (piazze, giardini,
parchi, spazi pubblici chiusi come le metropolitane e gli edifici per servizi
e commercio) ma che spesso non riusciamo a riconoscere, ci risulta distante e
nemico>.
Il parco, il giardino, fuori casa, curati e salvati dall'intervento
devastante delle istituzioni è ciò che hanno fatto alcune donne
di Milano - racconta Luciana - e ,oggi, rischia di essere spazzato via per fare
posto a una strada. < Bisogna mediare - sostiene Lia - se la strada ha un senso
va fatta e bisogna vedere come salvare in parte il parco>. Da qui il problema
del rapporto con le istituzioni < con cui - dice Vivien - dobbiamo interloquire.
La nostra politica ha bisogno di visibilità e di pratiche visibili. Come
trovare le mediazioni con le istituzioni?>. < Le mediazioni - risponde Lia
- vanno fatte nelle relazioni con le donne e gli uomini che governano l'amministrazione,
altrimenti il Comune diventa un'entità astratta>.
< E' quello
che abbiamo fatto a Catania - aggiunge Anna - dove siamo entrate nel quartiere
attraverso le relazioni con gli abitanti . Perché i luoghi appartengono
a chi li abita>
Ma la politica delle relazione è efficace nel confronto
con le istituzioni?
< Abbiamo fatto delle nostre proposte e sono state
bocciate> dice Luciana.
< Dobbiamo tenere conto del contesto politico
- osserva Clara - e chiederci con quali amministrazioni è possibile il
confronto. Negli anni '70 -'80 le conquiste sono state favorite da un contesto
politico di sinistra. Bisogna partire dalle istituzioni attuali e sapere che dobbiamo
chiederci cosa significano le relazioni con chi abita la città>.
Come
legare le lotte del quartiere con il governo della città?
< Il problema
- dice Lia - è pensare un governo della città attraverso le relazioni
di differenza che non escludono la relazione tra donne. Là dove c'è
necessità di prendere contatto con le istituzioni, si prendano ed è
importante avere amministratori accorti che vanno sollecitati con un movimento
>.
Ma c'è chi - come Carla - non vuole < andare dove si
giocano i rapporti di forza> e pone il bisogno di leggere i piccoli spazi,
i piccoli luoghi come luoghi di relazione che rendono abitabile la città.
< Tutti i luoghi nella città diventano belli se attraversati dalla relazione
con uomini e donne che vi abitano> - aggiunge Franca - che racconta di come
la nascita delle relazioni crei radicamento e desiderio di stare nella propria
città come è successo per suo figlio che, insieme ad altri e altre,
ha costruito un luogo politico di incontro e non pensa più, finito il liceo,
di andare via.< Fare politica in città - dice Sandra - vuol dire riuscire
a metter insieme ciò che già esiste in contesto>.
Portare
la pratica politica delle relazioni nel cuore della città, con gli uomini
e le donne delle istituzioni, entrare nei quartieri, costruendo prima relazioni
con gli abitanti e così impadronirsi della città, praticare uno
scambio tra città e città, vuol dire uscire dal localismo per guardare
la politica che fanno altre, sentirsi in metamorfosi e disponibili al cambiamento.
Questo è stato il cuore della discussione dell'incontro,sapendo che il
tema della città è sentito in vari ambiti e da varie istanze, come
da uomini e donne del Nuovo municipio con cui è possibile un confronto
e uno scambio.
"Le Città Vicine", rete di relazione tra
donne e uomini di diverse città, ha uno spazio suo sul sito Donne e conoscenza
storica, grazie a Donatella Massara che, all'incontro, ha sollecitato la realizzazione
di un notiziario e di un archivio dove tenere tutta la documentazione che si è
prodotta in questi anni e che si produrrà.
Prossimo appuntamento de
"Le Città Vicine" a Verona il 22 maggio.