Donne e conoscenza storica
         

Indice dei testi

  • Il punto in cui siamo
  • Le Origini
  • Il nostro cammino

Programma:

dell' incontro di Città Vicine "Nuovi abitamenti"
si terrà a Milano:

- Sabato 22/01/05
h. 18.00 con la presentazione del libro
Nuove specie di spazi a cura di Ida Farè e Silvia Piardi - Liguori Editore, 2004

Politica delle Città Vicine: "Nuovi abitamenti"

di Anna Di Salvo e Vivien Briante

In questo preciso momento la politica delle "Città Vicine" e l'Architettura contemporanea, stanno percorrendo delle piste di ricerca sostanziate da elaborazioni, linguaggi e progetti che per molti versi si incrociano e trovano tra loro un comune denominatore e risonanze che hanno fatto scattare in alcune delle Città Vicine una forte attrazione e una vicinanza di desiderio. Una di queste analogie, ad es., è la ricerca volta alla percezione di nuovi modi di pensare la città a partire dai mutamenti cui vanno incontro continuamente gli spazi del nostro sentire e del nostro abitare quotidiano. L'architettura contemporanea e l'urbanistica sociale al presente, oltre agli spazi fisici e alle strutture visive, studiano, curano e praticano rapporti e relazioni con i luoghi ed i loro abitanti, avvalendosi di strumenti di conoscenza competenti ed adeguati che consentano loro di entrare nelle pieghe della vita e della vocazione della città, nel tentativo di scongiurare il rischio di proporre in maniera confezionata o predefinita, progetti che cadano dall'alto (esperienze che abbiamo riscontrate nel testo "Nuove specie di spazi", nella recente esposizione della Biennale d'Architettura di Venezia ed in studi, analisi e progetti in corso in molte parti del mondo") nota 1.

Con l'incontro "Nuovi abitamenti", le Città Vicine si mettono in gioco con la possibilità di riuscire a tracciare una geografia di percorsi ed esperienze diversificate che potrebbero rivelarsi arricchenti per le donne e gli uomini che da 4 anni seguono questo intreccio relazionale tra città diverse, sia per quelle o quelli che vorranno esserci per la prima volta. La scommessa è quella di pensare, ridisegnare e fare la "Città" nelle sue diverse componenti, alla luce dell'esperienza maturata dalla pratica politica delle relazioni delle donne e da desideri che vogliono più vivibile e vera la città, mettendola in rapporto di relazione e scambio con altre città. La volontà che ha mosso le donne delle Città Vicine, che ci siamo trovate alla vacanza politica di Adelfia '04, ad organizzare questo incontro, è quella di un incrocio reale di percorsi collettivi, studi ed esperienze personali, che possa condurci verso la riappropriazione ideale e materiale dei territori, facendoci al contempo riflettere sulla natura delle case che abitiamo, delle città dove viviamo e degli spazi politici che creiamo.

In questi anni di lavoro abbiamo messo a fuoco che esistono modi di sentire e proporre la città che vanno oltre i soliti parametri che ne definiscono le graduatorie ed i primati, tanto decantati dalle statistiche di ogni inizio d'anno (sviluppo, occupazione, traffico, inquinamento ecc), e si distanziano dagli standard che pretendono di uniformare una città all'altra a causa delle norme comuni per tutte, per es: quelle sulla vivibilità, sulla viabilità o sull'uso degli apparecchi tecnologici. Vi sono sguardi attenti di donne e di uomini che scrutano i flussi dei nuovi migranti, le influenze, le cause e gli effetti e le ricadute di una città su un'altra e di un quartiere su un altro. Vi sono sguardi che osservano i mutamenti urbani e culturali che richiedono modifiche, interventi e soluzioni creative adeguate alle forme e all'uso dei luoghi e degli spazi, contemporaneamente ad una ridefinizione e ad una rilettura del senso dell'abitare e del convivere in termini di benessere, accoglienza e amore.

E' pensabile, ci chiediamo, che case, edifici, piazze, giardini e quartieri, incarnino in sé la proiezione della città moderna, vissuta e visitata come luogo di memoria, valori e storie di chi l'ha abitata, in grado di coniugare e rilanciare queste risorse nell'attualità del presente? Ed è pensabile una città che sappia evolversi al di là dell'accanimento tecnologico che la vuole senz'anima, estranea ai suoi abitanti, ostile a bambine, bambini e animali, iper-dinamica, super-difesa, diffidente e competitiva con le altre città?

Di tutto questo e altro ancora vogliamo parlare all'incontro "Nuovi abitamenti", come del desiderio di continuare a creare modi e forme di più ampio respiro, che sappiano mettere insieme la parte più vitale del contesto storico, politico e culturale in cui viviamo, col meglio della civiltà che vive e si sviluppa oltre i confini circoscritti delle nostre città, in quell'"Altrove" che si snoda oltre le mura di casa, oltre i luoghi della politica di cui già ci prendiamo cura, e anche oltre noi stesse.
A presto quindi

Catania 07/01/05


nota 1 Interessante a questo proposito consultare il testo: "L'occhio di Arlecchino" Schizzi per il quartiere San Berillo a Catania, a cura di Piera Busacco e Filippo Gravagno - Gangemi

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