Donne e conoscenza storica
         

Indice dei testi

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  • Le Origini
  • Il nostro cammino

Il nostro cammino
 

 

Libreria delle donne - Circolo della Rosa
Incontro "Città Vicine" Milano 25/04/04
"Donne e uomini fanno le Città Vicine"
Intervento di Clara Jourdan
Due cose:
1) La "posta in gioco" che Vivien Briante ha mandato al sito della Libreria
per lanciare la sua scommessa di pratica della relazione di differenza con
gli uomini in tutti gli spazi, ha un titolo che mi piace molto: "Uomini e
donne come due città vicine". (Mi dice Anna Di Salvo che l'hanno pensato
insieme.) Mi piace perché implicitamente rilancia anche il senso originario
delle Città Vicine come relazione con le altre città (o tra città) a
partire dalle relazioni tra donne, ma a questo punto anche delle relazioni
tra donne e uomini, come abbiamo già affermato nei nostri ultimi incontri:
le relazioni tra donne e uomini diventano così costitutive delle Città
vicine. E mi piace questa espressione "Uomini e donne come due città
vicine" perché nello stesso tempo introduce il senso della vicinanza nella
relazione tra i sessi, uno dei sensi pensabili e praticabili della
relazione di differenza.

2) Poi volevo dire che una città che sento particolarmente vicina oggi è
Madrid, anche come capitale della Spagna, perché dopo la strage dell'11
marzo Madrid e la Spagna hanno avuto uno slancio, hanno saputo volgere in grandezza la desolazione (a differenza degli Usa dopo l'11 settembre):
hanno ridetto no alla guerra, e il nuovo governo ha deciso il rientro
immediato delle truppe spagnole dall'Iraq. Zapatero ha fatto anche un'altra
cosa importante, un governo composto metà di donne e metà di uomini. Questo non va visto riduttivamente come un'operazione quantitativa egualitaria, perché, come ha giustamente sottolineato Piero Sansonetti su "l'Unità" del 2 aprile (adesso anche nel sito della Libreria) in un articolo intitolato "Il coraggio di Zapatero, togliere poltrone ai maschi", c'è la
consapevolezza maschile che non si tratta di sistemare le cose con la
parità, ma di fare posto all'altro, all'altra, una faccenda non indolore. E
quindi è un gesto che mostra una possibilità nuova, un'apertura da parte
maschile di una pratica di relazione di differenza e di conflitto tra i
sessi che mi auguro si sviluppi.