Lettera
di invito per l'incontro del 5- 8 agosto 2004
Politica delle
Città Vicine
Adelfia (Scoglitti-Ragusa) 5-8 AGOSTO 2004 (Riviera Kamarina)
La Città
al "centro": dove osano le pratiche
Ripartire da
Adelfia.
di Vivien Briante
Nell'incontro di quest'anno si è posto particolarmente l'accento
su una politica più accorta alla cura e all'amore per la città
legata all'esperienza quotidiana. Uno spostamento da una forma di
rapporto ragionato su possibili interventi sul territorio ad una concretezza
di riscontri e di pratiche che tocchino il senso dell'abitare come
anche passaggio interiore dei nostri sentimenti. Ci siamo aiutate-i
in questo senso anche con il testo "Matrice" (Quaderni di
Via Dogana - pensiero delle donne e pratiche artistiche) presentato
in questa occasione dall'autrice: Donatella Franchi, che ci ha riportato
in maniera specifica ad una dimensione creativa e affettiva di una
politica che si misura con il vivente. Anche l'installazione avvenuta
in loco, ha rappresentato significativamente il passaggio dai nostri
discorsi e riflessioni alla realizzazione di un'opera visiva. Così
il centro di Adelfia, che dall'inizio ospita gli incontri estivi di
"Città Vicine" è stato rinarrato nella sua
storia e nel suo significato.
Adelfia significa
amore, amore nei legami e nelle relazioni fra donne, donne e uomini,
luogo costruito nella condivisione di progetti, di incontri, di incroci,
di approdi. Come tale è stato vissuto quest'anno, perfettamente
aderente alle "Città Vicine", che nel viaggio per
arrivarci e per ripartire trovano un passaggio simbolico di movimento
e di cambiamento.
L'immagine del
viaggio, più volte nominata, è una delle condizioni
delle Città Vicine perché esistano e diano vita a pratiche
relazionali. Viaggio è anche un percorso che può avvenire
nella propria città attraverso itinerari personali e progetti
collettivi in zone, quartieri poco valorizzati anche per chi abita
il territorio. Qui è possibile inventarsi una pratica politica
creativa, attuare l'imprevisto. Così in una città organizzata
e prestabilita dalle amministrazioni pubbliche può iniziare
un progetto nuovo di possibili soluzioni che ci fanno vivere fuori
dall'imposto e dal prevedibile con nuovi modi di abitare, pensare
e costruire la città.
Alcune hanno sentito
a questo proposito la possibilità di vivere la propria città
fuori dal circoscritto, dal provinciale, dal locale. Su questo però
dobbiamo ancora lavorare per capire e leggere le nostre città
in maniera diversa per cui lo spazio pubblico diventi il luogo dove
la storia soggettiva e la storia collettiva si incrociano. Dove si
può respirare un'immagine inedita della propria città
col desiderio di una inventiva che dia più senso dell'uso e
dell'abitare quotidiano. In questo mostriamo ancora una fragilità
di idee e di politica; tornare indietro nel passato dove il paesaggio
dei corpi, i destini, le abitudini degli abitanti disegnavano e costruivano
le strutture, le architetture, le relazioni umane.
Costruzione e non distruzione perché creare è sempre
stata una forma di vita contro la morte.
A questo proposito ognuna di noi ad Adelfia si è portata dentro
un segno di dolore, di offesa per ciò che accadeva e accade
ancora intorno a noi. La guerra, un simbolico maschile che ha invaso
il sesso femminile scia degenerata di rivendicazione emancipatoria.
Sottrazione di energie femminili ad uso di un unico sesso, quello
maschile. Ma il desiderio di uscire da una forma di disonore e di
mortificazione simbolica che queste donne (non molte per fortuna ma
ciò non ci rassicura né ci consola) ci rimandano, pretende
di più da noi. Non rimanere assicurate ed ancorate ai nostri
piccoli ambiti.
Città Vicine
è un'esposizione, un mostrarsi anche con le proprie fragilità
di pratiche in luoghi e contesti più ampi (Lia Cigarini v.
Dogana n. 70). Città Vicine siamo qui, ma siamo anche altrove
tra donne, tra donne e uomini non solo vicini a noi. Quello che spesso
abbiamo affermato nei nostri incontri: che nell'amore per la nostra
città troviamo lo slancio per amare e riconoscere un'altra
città attraverso la forza delle relazioni, va, alla luce di
accadimenti sempre più violenti e apparentemente insormontabili,
affermato e praticato, ad es. inoltrarsi in una ricerca e in rapporti
su un nuovo fronte: quello delle amministrazioni locali più
accorte e più sensibili nella loro gestione affinché
possiamo ampliare il nostro orizzonte e imparare a costruire mediazioni
utili e significative.
Per chi volesse mandare contributi di pratiche, esperienze e analisi
o aggiornarsi sulla storia delle Città Vicine può collegarsi
al sito: www.donneconoscenzastorica.it e scrivere al seguente indirizzo
e-mail: lecittavicine@fastwebnet.it. Vi comunichiamo che il prossimo
incontro delle Città Vicine si terrà a Milano presso
la "Libreria delle Donne", via Calvi 29, dalle ore 10.00
alle17.00.
Per questo appuntamento suggeriamo la lettura del testo: "Nuove
specie di spazi" a cura di Ida Farè e Silvia Piardi. Liguori
Editore.
Catania, 10/11/04